La trasferta a Berna è risultata vincente. Al Ticino sono
state riconosciute deroghe importanti al principio di armonizzazione del sistema
scolastico obbligatorio. Harmos terrà conto delle peculiarità
del nostro Cantone
La mossa è stata vincente. Frutto, in gran parte, di un ottimo lavoro
svolto dietro le quinte. E naturalmente della bontà delle
richieste avanzate dal Dipartimento educazione, cultura e sport e discusse
ieri a Berna. Il rientro dalla capitale, per il direttore del DECS Gabriele
Gendotti e per il capo della Divisione scuola Diego Erba è stato
quasi tutto in discesa. Due delle tre istanze ticinesi sul progetto
di armonizzazione del sistema scolastico obbligatorio denominato
Harmos sono andate a buon fine.
La prima deroga specifica accordata al Ticino riguarda la durata complessiva
della scuola elementare (compresa la scuola dellinfanzia) e della scuola
media, che può variare di un anno rispetto a quanto previsto per gli
altri Cantoni. Ciò significa che, ritenuto linizio della scuola
obbligatoria a 4 anni, il modello per il Ticino risulta così definito:
2 anni di scuola dellinfanzia obbligatoria (preceduti, a partire dai 3
anni, da un anno facoltativo), 5 anni di scuola elementare e 4 anni di scuola
media.
In secondo luogo sempre nellambito della Conferenza svizzera dei
direttori cantonali della pubblica educazione tenutasi ieri a Berna il
concordato Harmos ammette il principio secondo il quale nella scuola obbligatoria
è offerto linsegnamento di una terza lingua nazionale. Ne consegue
che i Cantoni devono prevedere nei loro programmi di studio, in particolare
nel secondario I, lofferta di una terza lingua nazionale secondo modalità
che saranno ulteriormente precisate. « Ladozione di questo principio
tiene a sottolineare il DECS pone le premesse per una migliore
diffusione della lingua e della cultura italiana in Romandia e nella Svizzera
tedesca».
Per quanto riguarda la terza istanza si registra un successo parziale, nel senso
che è stato fatto un passo nella direzione richiesta. La data di nascita
di riferimento per lallievo per poter iniziarea 4 anni la scuola obbligatoria
(la scuola dellinfanzia) è stato posticipato dal 3o giugno al 31
luglio. La richiesta ticinese di portare questo termine al 30 settembre, con
la possibilità deroga concessa ai Cantoni, non è stata accolta.
Sono pure state riviste altre disposizioni dell Accordo, segnatamente
quelle concernenti linsegnamento delle lingue, il passaggio dalle
scuole dellobbligo alle scuole postobbligatorie, lorganizzazione
dellorario giornaliero e delle strutture di accoglienza (mense
e doposcuola) e la durata estesa a 6 anni concessa ai Cantoni
per adeguarsi al nuovo Accordo. Elementi che verranno approfonditi nel
corso della prossima seduta del 14 giugno 2007, con la seconda lettura del progetto
Harmos. « Lesito del dibattito odierno (di ieri per chi legge, ndr.)
rileva ancora il Dipartimento consente di prospettare un esito
positivo per le principali rivendicazioni poste dal Consiglio di Stato in vista
delladesione di Governo e Gran Consiglio all Accordo intercantonale».
«Siamo molto soddisfatti», ci ha detto il consigliere di Stato Gabriele
Gendotti, mentre stava rientrando in Ticino. «A Berna hanno accolto buona
parte delle nostre richieste. Fa piacere constatare che il Ticino a Berna è
ancora ascoltato». «Abbiamo ottenuto molto, anche se si trattava
della prima lettura del progetto Harmos. Possiamo comunque dire che queste decisioni
non saranno più messe in discussione. Mi riferisco in particolare al
fatto di non dover modificare lorganizzazione scolastica attualmente in
uso in Ticino, ovvero la suddivisione dei cinque anni di scuola elementare e
dei quattro anni di scuola media. A questa impostazione si aggiungeranno, proprio
in base al Concordato Harmos, i due anni obbligatori di scuola dellinfanzia
». Un altro punto a favore del Ticino è stato segnato in ambito
linguistico. «Era una nostra rivendicazione quella di postulare lofferta
dellinsegnamento di una terza lingua nazionale. Un principio che riguarderà
soprattutto la lingua italiana, anche se in altri Cantoni la terza lingua potrà
essere il francese».
Luca Banfi