Casse malati e prezzi alti i pensieri degli svizzeri

ECONOMIA, CORRIERE DEL TICINO, 14.03.2024, Chiaradonna

Il secondo barometro specifico sui timori delle famiglie conferma le preoccupazioni finanziarie già emerse lo scorso anno – Il reddito è giudicato appena sufficiente per il 52% degli interpellati: un terzo invece lamenta l’impossibilità di risparmiare denaro alla fine del mese.

Il panorama informativo economico- finanziario abbonda di indicatori e barometri congiunturali che cercano di interpretare il sentimento di consumatori e imprese. È però solo da due anni che ne esiste uno focalizzato sulle famiglie, attore economico per eccellenza visto che racchiude in sé consumatori, lavoratori e spesso anche produttori. L’assicuratore Pax e l’associazione Pro Familia Svizzera hanno pubblicato, infatti, la seconda edizione del Barometro svizzero delle famiglie che misura regolarmente il polso delle famiglie e contribuisce a creare una banca dati per i dibattiti sulle politiche familiari e sociali e per le discussioni in ambito imprenditoriale.

Per l’edizione 2024 dello studio (il rapporto completo si trova su www.barometrodellefamiglie. ch), la società di consulenza e ricerca Empiricon AG ha intervistato 2.123 famiglie residenti in tutte le aree linguistiche sulle seguenti aree tematiche: «Temi attuali», «Situazione e aspettative delle famiglie», «Situazione finanziaria», «Copertura finanziaria e previdenza », «Conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare» e «Conciliazione tra lavoro e cura di familiari». Al momento dell’analisi delle risposte è stata effettuata una distinzione per regione linguistica, numero di figli, età dei figli, tipo di famiglia e reddito familiare. Ebbene, in modo molto sintetico, le questioni legate al denaro stanno diventando sempre più importanti.

Il clima in secondo piano

I premi delle casse malati sono evidentemente la priorità numero uno. Al secondo posto troviamo l’aumento dei prezzi in generale. I temi della salute e del cambiamento climatico, invece, hanno perso la loro rilevanza. Anche l’approvvigionamento e la sicurezza energetici sono chiaramente passati in secondo piano e la pandemia di coronavirus non preoccupa quasi più le famiglie in Svizzera.

Per più della metà delle famiglie (52%) il reddito è appena sufficiente o non è affatto sufficiente. L’anno precedente il valore era pari al 47%. È aumentata la percentuale di famiglie che affermano di non essere in grado di risparmiare denaro (30%) o di riuscire a mettere da parte al massimo 500 franchi al mese (37%).

Le finanze, pensiero dei ticinesi

Esistono anche delle differenze regionali. La situazione finanziaria delle famiglie nella Svizzera romanda e in Ticino è, per esempio, più tesa che nella Svizzera tedesca. Inoltre, i risultati in tutte le regioni mostrano che non solo i redditi più bassi, ma anche le famiglie della classe media lamentano una carenza di risorse finanziarie. La dominanza delle questioni finanziarie risulta evidente anche nelle richieste alla politica: le famiglie intervistate vorrebbero che le politiche familiari si concentrassero maggiormente sulla riduzione dei costi dei premi delle casse malati e in generale sul sostegno finanziario alle famiglie. I costi alti della vita, infine, sono identificati come uno dei motivi per non avere altri figli. Per il 15% degli intervistati, i costi costituiscono l’ostacolo principale ad accrescere la famiglia, mentre per il 26% uno dei tanti motivi per non avere altri figli. I fattori finanziari influenzano quindi anche la crescita e la struttura per età della popolazione.

E sul fronte lavorativo? Il 93% delle famiglie sta attualmente pensando di aumentare il grado di occupazione per garantire o incrementare il proprio reddito familiare. Per il 48% degli intervistati un genitore prevede di lavorare di più, per il 45% entrambi i genitori lo prevedono. Nonostante ciò la soddisfazione per la vita familiare rimane elevata per quattro famiglie su cinque. Allo stesso tempo, le aspettative sull’evoluzione futura della situazione per le famiglie svizzere sono molto meno rosee: il 79% degli intervistati prevede un peggioramento nei prossimi tre anni. Il 63% delle famiglie è però soddisfatto della conciliazione tra lavoro e vita familiare, lo stesso dato dell’anno precedente.

È l’AVS il pilastro più importante

Ma età e oneri non si alzano

Le famiglie considerano l’AVS il pilastro più importante della previdenza per la vecchiaia, mentre quella professionale occupa il primo posto per i redditi familiari a partire da 120 mila franchi. Come rafforzare la previdenza per la vecchiaia?

Nessuna delle tre leve (aumento dei contributi, aumento dell’età di pensionamento o taglio delle rendite) ottiene la maggioranza.

Inoltre, il 39% non riesce a immaginare nessuna di queste tre misure come soluzione.

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