Continuano ad aumentare i minorenni imputati

CANTONE, LA REGIONE, 08.04.2025

Per il secondo anno di fila in Ticino il numero dei minorenni imputati per reati al Codice penale è aumentato: una crescita del 23,7% rispetto al 2023, per un totale di 362 giovani imputati. 

 Per il secondo anno di fila il numero dei minorenni imputati per reati al Codice penale è aumentato. Una crescita del 23,7% rispetto al 2023 per un totale di 362 giovani imputati. Lo scorso anno la Sezione reati contro l’integrità delle persone (Srip) ha registrato pure un incremento delle inchieste per il reato di pornografia: 84 nel 2024 rispetto alle 66 del 2023. “Di queste – illustra la Srip in una nota – 60 (47) riguardavano incarti derivanti dal monitoraggio effettuato a livello internazionale e nazionale di internet”. Lo scorso 1° luglio è inoltre entrata in vigore la revisione del diritto penale in materia sessuale. Tuttavia, viene precisato,“al momento non è ancora possibile valutare l’impatto di questa modifica sull’attività inquirente”. Le inchieste per reati violenti commessi da minorenni sono state un centinaio. Tra questi casi, dettaglia la Srip, “si annoverano tentati omicidi intenzionali, risse, aggressioni, lesioni, vie di fatto, liti, discussioni e violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari”. Di più. La percentuale di minorenni imputati per reati al Codice penale sale, per il secondo anno consecutivo, dal 10,7% all’11,3%. Si tratta in particolare di furti, rapine e danneggiamenti. Una parte consistente è pure legata ai reati di lesioni gravi, di aggressione, di molestie sessuali e d’incendio intenzionale. Le audizioni videoregistrate di vittime di reato (minorenni, persone anziane, persone con disabilità) rientrano poi tra le principali attività della Srip: nell’ambito delle inchieste svolte durante l’anno, sono state effettuate 66 (70) audizioni o verbali videoregistrati. “Particolarmente impegnativa per la Sezione – rimarca il comunicato – è stata poi l’inchiesta riguardante le spedizioni punitive da parte di un gruppo composto prevalentemente da minorenni”. Il riferimento è alla cosiddetta banda dei ‘cacciatori di pedofili’ che, sfruttando le reti social e avvalendosi anche di profili fittizi, entrava in contatto con persone intenzionate ad avere degli incontri a connotazione sessuale, organizzando quindi un appuntamento che si tramutava in una spedizione punitiva. I fatti venivano quindi filmati e in parte condivisi con terzi. Gli accertamenti coordinati dalla Magistratura dei minorenni hanno infine portato a due riprese, in ottobre e novembre, a identificare e fermare una trentina di giovani coinvolti a titolo diverso nei fatti.

 

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