CORRIERE DEL TICINO, 05.11.2024
Lanciata una campagna nazionale di sensibilizzazione sull’intimidazione psicologica nei confronti dei bambini – Protezione dell’Infanzia Svizzera: «È un fenomeno all’ordine del giorno». Un bambino su cinque in Svizzera subisce regolarmente violenza psicologica e uno su tre è già stato testimone di violenza psicologica tra i genitori. Per l’organizzazione Protezione dell’Infanzia Svizzera, la violenza in ambito educativo resta all’ordine del giorno in Svizzera. Per questo motivo è stata lanciata ufficialmente una campagna nazionale di sensibilizzazione per attirare l’attenzione sugli effetti di questo fenomeno.
Emozioni e azioni
Per conto dell’associazione, l’Università di Friburgo ha recentemente condotto un’indagine su 1.264 genitori in merito all’uso della violenza psicologica nell’ambito dell’educazione dei figli. Le cifre non sono rassicuranti: emerge infatti, oltre ai dati presentati sopra, che il 30% dei genitori afferma di aver già ferito verbalmente o insultato i propri figli, mentre il 25% li ha già minacciati di botte. La violenza psicologica non lascia lividi ed è invisibile, ma le sue ripercussioni nei bambini durano per tutta la vita, spiega Protezione dell’infanzia svizzera, aggiungendo che i bambini che subiscono regolarmente violenza psichica hanno un rischio maggiore di depressione, difficoltà d’apprendimento, comportamenti aggressivi e violenti o disturbi emotivi.
Attacco personale
Ma cosa si intende, in realtà, per violenza psicologica? «Si verifica quando i genitori esercitano deliberatamente potere e influenza e mostrano determinati comportamenti inappropriati per i figli», sottolinea l’organizzazione. Il bambino percepisce la reazione come un attacco personale (vedi box) e si sente rifiutato, inutile e in balia degli altri. Qualche esempio? Umiliandoli, isolandoli in casa, esporli a un’eccessiva pressione da prestazione o farli assistere alla violenza tra i genitori.
Educazione non violenta
Oltre alla campagna nazionale sulla violenza psicologica, Protezione dell’Infanzia Svizzera ricorda che il Consiglio federale, lo scorso settembre, ha fatto un passo in direzione dell’educazione non violenta. Questo principio verrà infatti sancito per legge e inserito nel Codice civile: il Parlamento dovrebbe esprimersi in merito nel corso della sessione primaverile in programma nel marzo 2025. Il Governo riconosce che, oltre alla violenza fisica, anche quella psicologica non dovrebbe trovare spazio nell’educazione dei figli. Tuttavia, il Consiglio federale non intende proporre alcun metodo educativo specifico, preservando così l’autonomia dei genitori nell’educare la prole. La nuova disposizione funge da principio guida e lancia un chiaro segnale alla società: la violenza nell’educazione e in particolare le punizioni corporali o altri trattamenti degradanti nei confronti dei minori non sono tollerati. Servirà lavorare sulla prevenzione: l’entrata in vigore della legge sarà accompagnata da campagne nazionali di sensibilizzazione.
Azioni e reazioni non sono tutte uguali
Dal sito dell’organizzazione
Un genitore reagisce, alzando la voce e picchiando la mano sul tavolo, perché il figlio lo disturba mentre sta guardando la tv. Dopo qualche minuto si calma e chiede al figlio con voce tesa ma pacata di non intralciargli la vista. Ciò non rientra nei casi di violenza psicologica, perché il bambino può attribuire la reazione al proprio comportamento di disturbo. Puo invece esserlo, se il genitore urla al figlio che gli dà sui nervi e non lo sopporta, svilendolo.
