LA REGIONE, 18.11.2025
Uno studio pubblicato lunedì dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (Sefri) mostra che gli apprendistati si confermano un investimento vantaggioso per la maggior parte delle aziende svizzere – Ogni contratto genera in media un utile netto di 4.540 franchi all’anno.
Gli apprendistati si confermano un investimento vantaggioso per la maggior parte delle aziende svizzere. Ogni contratto genera in media un utile netto di 4’540 franchi all’anno, una volta dedotti i costi. Inoltre, quattro datori di lavoro su cinque si dichiarano soddisfatti del rapporto tra costi e benefici offerto da questo modello formativo. Lo indica uno studio pubblicato lunedì dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (Sefri). Secondo la ricerca, che si basa sul periodo formativo 2022/2023 e comprende tutte le professioni, il 71% dei contratti di apprendistato genera un utile per le aziende formatrici. Complessivamente, il guadagno annuale per l’economia svizzera è di 800 milioni di franchi. Tale dato è in crescita rispetto allo studio precedente, basato sugli anni 2016/2017 e che indicava un utile netto di 566 milioni. Ciò si spiega con un leggero calo dei costi lordi, mentre le prestazioni produttive degli apprendisti sono rimaste stabili, precisa la Sefri. I costi comprendono i salari degli apprendisti, le spese del personale, nonché quelle per il materiale e le installazioni.
L’utile netto varia a seconda del tipo di formazione professionale di base. Per il certificato federale di formazione pratica (due anni), ammonta in media a 9’630 franchi. Per l’attestato federale di capacità (Afc, tre anni), è di 13’940 franchi. Per l’Afc (quattro anni) raggiunge 17’510 franchi. Quando un apprendista svolge parallelamente una maturità professionale (il che comporta assenze e quindi minor produttività), l’utile per le aziende diminuisce invece di circa 3mila franchi. Rimane comunque positivo, indica la Sefri. Per quanto riguarda i settori di attività, tutti registrano utili formando apprendisti. Quello che ne trae il massimo vantaggio è l’edilizia, indica lo studio, giunto alla sua quinta edizione.
Per quel che concerne le differenze regionali, l’utile maggiore è fatto segnare dalla regione lemanica. Sebbene i costi lordi siano leggermente più alti, anche le prestazioni produttive risultano maggiori, in particolare quelle derivanti da attività qualificate. All’estremo opposto si trova il Ticino, che registra l’utile netto più basso della Svizzera. Come già rilevato nel 2016/2017, il rapporto costi/benefici nel cantone sudalpino continua a distinguersi per prestazioni produttive più deboli. Il motivo è legato all’effetto dei salari più bassi, tanto per la manodopera qualificata quanto per quella non qualificata.
Lo studio ha analizzato anche altri parametri, come la qualità della formazione. Oltre tre aziende su quattro offrono una qualità giudicata da ‘soddisfacente’ a ‘molto buona’. Al contrario, l’8% è qualificato come ‘autoritario’, poiché non concede agli apprendisti possibilità di trovare soluzioni autonome e presta meno attenzione a un eventuale sovraccarico.
