I farmaci per l’ADHD vengono prescritti il doppio rispetto a quattro anni fa

Tages-Anzeiger, 23.01.2026, Straumann

Ritalin e simili – Medici e mediche prescrivono sempre più psicostimolanti, anche in Svizzera. Mentre le scuole chiedono sempre più spesso accertamenti per i bambini «problematici», gli specialisti esprimono preoccupazione.

L’aumento dei farmaci contro il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) procede senza interruzioni. È iniziato nel 2021 e da allora medici e mediche prescrivono ogni anno dal 10 al 20 per cento in più di questi preparati. I dati aggiornati dell’Osservatorio svizzero della salute (Obsan) mostrano ora che anche nel 2024 questa crescita è proseguita. A essere prescritti sono soprattutto i medicinali contenenti il principio attivo metilfenidato (Ritalin, Medikinet, Concerta), e più raramente anfetamine e altri farmaci.

Questa evoluzione è in linea con quanto osservato in altri Paesi europei. Uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Regional Health – Europe ha analizzato la prescrizione di farmaci per l’ADHD in cinque Paesi: Germania, Spagna, Gran Bretagna, Belgio e Paesi Bassi. L’aumento più marcato si registra in Gran Bretagna, dove le prescrizioni sono triplicate dal 2010. Nei Paesi Bassi colpiscono soprattutto i livelli di prescrizione generalmente molto elevati: risultano da quattro a otto volte superiori rispetto agli altri quattro Paesi.

Non è una conseguenza del Covid

La Svizzera non è direttamente comparabile con lo studio europeo, poiché vengono utilizzati indicatori diversi. Tuttavia, l’aumento nel nostro Paese è estremamente evidente, e si colloca più vicino ai due casi di punta, Paesi Bassi e Gran Bretagna. Nel 2024, secondo l’Obsan, le prescrizioni sono aumentate del 20 per cento considerando tutte le fasce d’età. Rispetto al 2020, medici e mediche hanno prescritto quasi il doppio dei farmaci (più 90 per cento). L’aumento è simile per entrambi i sessi, sia tra gli adulti sia tra gli adolescenti.

Anche tra i bambini, che continuano a ricevere di gran lunga il maggior numero di farmaci per l’ADHD, l’incremento è paragonabile a quello delle altre categorie. Ciò contraddice l’affermazione diffusa secondo cui oggi si prescrivono più farmaci per l’ADHD perché in passato adulti e ragazze sarebbero stati sottotrattati.

L’aumento persistente mostra inoltre che questa evoluzione non è semplicemente una conseguenza della pandemia di coronavirus.

Interessante è anche un altro aspetto: l’incremento non sembra dipendere dal livello di trattamento già raggiunto. Così, nel 2024 le prescrizioni aumentano anche nel Canton Neuchâtel, nonostante da anni, tra gli adolescenti, presenti tassi nettamente superiori alla media svizzera. Tra gli adulti, i cantoni di Basilea Città, Zurigo e Zugo occupano le prime posizioni.

Il 4 per cento degli scolari

I dati dell’Obsan si basano sulle prescrizioni fatturate all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Si tratta di dosi giornaliere per 1000 abitanti (le cosiddette Defined Daily Doses), per cui la crescita della popolazione è già stata esclusa dal calcolo.

Quante persone vengano effettivamente trattate può essere solo stimato sulla base di questi dati. Tra i bambini in età scolare, in Svizzera si stima che circa il 4 per cento riceva ormai farmaci per l’ADHD.

Tra i maschi, la quota stimata è del 5,5 per cento; nella fascia d’età maggiormente trattata, quella tra gli 11 e i 15 anni, la percentuale dovrebbe essere addirittura doppia, cioè intorno all’11 per cento. Nei dati non è incluso circa l’1 per cento delle persone colpite, per le quali i farmaci sono pagati dall’assicurazione invalidità.

Gli specialisti sono divisi nella valutazione di questa evoluzione. Alcuni non vedono problemi nell’aumento e ritengono che si tratti ancora di un recupero di terapie presso adulti e ragazze precedentemente sottotrattati. Michael von Rhein, primario di pediatria dello sviluppo presso l’Ospedale pediatrico universitario di Zurigo e membro del gruppo di esperti federale sull’ADHD, nutre invece dei dubbi e guarda a questa tendenza con spirito critico.

In un’intervista a questa redazione ha ammesso che l’aumento avviene in una misura «che in parte mi preoccupa davvero». Osserva che da parte delle scuole viene esercitata una pressione sempre maggiore affinché i bambini vengano sottoposti ad accertamenti. Molto rapidamente emerge poi la questione dell’ADHD e dei farmaci, afferma il medico. «Si tratta chiaramente di uno sviluppo sbagliato».

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