TAGES ANZEIGER, 14.03.2025, Brasser
I giovani cercano modelli di riferimento in ogni fase della loro vita, anche nello sport e nel calcio. Tuttavia, non tutti gli idoli sono esempi da seguire. Un esperto offre consigli su come affrontare la questione.
Zinédine Zidane colpisce un avversario con una testata durante la finale dei Mondiali del 2006. Marius Müller fa dichiarazioni omofobe. Lionel Messi evade le tasse. Dani Alves viene condannato per violenza sessuale. Tutti giocatori a cui i giovani guardano con ammirazione, chi più chi meno. Ma sono anche esempi di come nel mondo del calcio, soprattutto maschile, ci siano frequenti comportamenti discutibili.
Dagli atteggiamenti antisportivi alle aggressioni sessuali, le cattive condotte sono numerose. E i genitori si trovano spesso a chiedersi: come posso spiegare a mio figlio che questo comportamento è sbagliato? Come fargli capire che una persona può essere moralmente riprovevole, anche se idolatrata da molti? E cosa fare se mio figlio ha come modello qualcuno con un passato controverso?
L’ultima domanda è particolarmente attuale in Svizzera tra i genitori dei tifosi del FC Zurigo, che ammirano Benjamin Mendy. Anche se il calciatore francese non è stato condannato, il suo comportamento è stato definito dalla sua stessa difesa come “insensibile” e “moralmente discutibile”. Il professor Moritz Daum, responsabile del settore di psicologia dello sviluppo infantile presso l’Università di Zurigo, offre alcune risposte.
Spiegare ai bambini questioni complesse
“Credo che la cosa più importante per un genitore sia parlare apertamente con i propri figli di argomenti complessi, adattando il discorso alla loro età”, afferma Daum. È fondamentale considerare quanto il bambino voglia sapere, cosa sia in grado di elaborare e permettergli di fare domande. “Se il bambino non ha più domande, non bisogna sommergerlo con ulteriori informazioni.” Se gli basta sapere che “quel giocatore non è stato gentile con le donne”, allora per il momento è sufficiente.
Anche se il bambino sembra aver compreso, è utile continuare a parlarne nel tempo. “Alla fine, è compito dei genitori, della società e della scuola crescere individui capaci di pensiero critico”, sottolinea Daum. Questo processo avviene attraverso il dialogo, non imponendo le proprie opinioni.
Per spiegare concetti difficili, è utile fare esempi concreti tratti dalla quotidianità dei bambini: interazioni con i compagni di scuola, episodi di bullismo, esperienze personali. Ad esempio, si può chiedere: “Tu parleresti male di un compagno di classe?”
Il calcio e la sua responsabilità
Comportamenti scorretti esistono in ogni ambito della società. “Ma il problema più grande è quando nessuno si oppone. In questo modo si legittima il comportamento negativo”, dice Daum. I calciatori hanno una grande influenza, ma spesso non ne sono consapevoli. La loro esposizione mediatica e il loro ruolo pubblico li rendono automaticamente modelli di riferimento.
Nonostante ciò, dichiarazioni omofobe, sessismo, razzismo o discriminazione nei confronti delle persone con disabilità continuano a essere presenti nel mondo del calcio. Alcuni imparano dai propri errori, altri li negano del tutto. I bambini osservano questi comportamenti e li replicano nei cortili delle scuole, nei campi da gioco e nella vita quotidiana.
“Si può essere un buon esempio anche ammettendo i propri errori e cercando di migliorare. Un modello di riferimento non deve essere perfetto. Anche imparare a gestire l’imperfezione è una lezione importante”, afferma Daum. Inoltre, un comportamento può essere moralmente riprovevole anche se non è punibile legalmente, come nel caso di Mendy.
L’impatto di un “cattivo” idolo
Impedire ai bambini di scegliere i loro modelli di riferimento non è la soluzione migliore. “Devono avere la possibilità di costruire la propria identità”, spiega Daum. Tuttavia, questo non significa accettare la loro scelta senza discuterne. Parlare delle contraddizioni di una persona aiuta a dare un quadro completo e insegna a sviluppare uno spirito critico.
Le tematiche affrontate a scuola, nel calcio o con gli amici dovrebbero essere discusse anche in famiglia. Un rapporto di fiducia con i genitori è fondamentale. “I ragazzi possono dire sciocchezze o fare battute offensive, ma devono sentirsi sicuri a casa, senza il timore di essere giudicati”, afferma Daum.
Gli idoli sono essenziali per lo sviluppo di ogni persona, dai bambini agli adulti. Servono per imparare, evolversi e trovare ispirazione. Tuttavia, nel corso della vita, il modo in cui vediamo e imitiamo i nostri modelli cambia. “Durante l’infanzia, i bambini tendono a idealizzare i loro idoli come un tutto unico”, spiega Daum. “Nell’adolescenza, invece, iniziano a distinguere tra la figura pubblica e la persona privata.
Se da piccoli i bambini cercano di imitare perfino il taglio di capelli dei loro idoli, crescendo diventano più selettivi. Tuttavia, anche da adolescenti, possono essere influenzati dai valori e dalle idee dei loro modelli, sia in modo positivo che negativo. E qui il ruolo dei genitori è limitato. “Bisogna accettare che non siamo l’unico fattore che influenza il pensiero di un bambino. E, per fortuna, non lo siamo.”
