LA REGIONE, 14.02.2025, Scarinci
L’Abbonamento generale cultura (AG Cultura), già diffuso in altri Cantoni, arriva anche in Ticino – Con 100 franchi, accesso garantito a 300 luoghi partner in Svizzera.
Un abbonamento che, al prezzo di 100 franchi l’anno, permetterà ai giovani sotto i 26 anni di accedere a eventi culturali di oltre 300 luoghi partner in Ticino e a Berna, Friburgo, Giura, Neuchâtel e Vallese. In altre parole: un’infinità di concerti, film, spettacoli, mostre, festival accessibili con un unico ticket. È questo l’Abbonamento generale cultura (Ag Cultura) che attraversa le Alpi e, già diffuso in altri cantoni, arriva anche in Canton Ticino. È evidente la soddisfazione della direttrice del Dipartimento educazione, cultura e sport Marina Carobbio che, nel presentare il progetto al Teatro Foce di Lugano davanti a una sala pienissima di addetti ai lavori e semplici interessati, afferma come «la cultura è di tutte e tutti, per tutte e tutti. Il nostro compito è assicurare che nessuno resti escluso». E volge lo sguardo a un anno fa, quando il Decs presentò le prime Linee programmatiche di politica culturale dove, tra i vari punti emersi, sottolinea Carobbio, «era fondamentale per noi avvicinare i giovani alla cultura abbattendo gli ostacoli economici». L’auspicio, va da sé, è che questa offerta possa raggiungere tutto il suo potenziale sia con un’ampia adesione degli operatori culturali, sia del pubblico più giovane cui è dedicata: «Un’offerta così non può prescindere dalla collaborazione di tutti gli attori coinvolti: il mio è un appello a chi crea e promuove la cultura nel nostro cantone, grazie a chi si è fatto avanti e a chi lo farà prossimamente». Comprando, o regalando questo abbonamento – l’invito è stato rivolto ai Comuni che potranno acquistarlo a metà prezzo e donarlo ai giovani residenti – «si crea una rete tra enti pubblici e realtà culturali e cittadine e cittadini: per far diventare la cultura un valore ancora più condiviso». E, a margine dell’evento, a ‘laRegione’ conferma che «fare politica culturale è fare politica in tutti i sensi. A livello di inclusione, e a livello di presenza nel territorio». Ag Cultura, si diceva, è già diffuso oltre Gottardo: nato in Vallese una decina d’anni fa, si è ampliato sempre più. E la presidente dell’associazione Ag Culturel/Kultur-GA Sandra Sabino è felice che «con l’estensione al Ticino è davvero diventato un abbonamento nazionale, per le tre lingue nazionali». La presidente dell’associazione rimarca anche come «questo abbonamento sia un vero e proprio strumento al servizio della politica culturale dei cantoni», con una parola d’ordine: «Accessibilità, che per noi è fondamentale». E ancora: «Permettiamo ai giovani di essere curiosi e coltivare il loro gusto per l’arte in ogni sua forma, affinché diventino il pubblico di domani», riprende Laura Pallù, che fa parte dell’associazione ma è pure attiva presso il Teatro Sociale di Bellinzona.
La conferenza stampa è stata inframezzata anche da brani eseguiti dal collettivo Terry Blue, considerato «valido esempio» di quanto la cultura e il territorio possano andare a braccetto verso la giusta direzione. Per ora, in Ticino hanno aderito o preso contatto una quarantina di istituzioni: sale da concerti, teatri, auditorium, cinema, cineclub, festival, musei e spazi espositivi. Ogni informazione supplementare sui luoghi partner sul sito www.agcultura.ch.
Tra i luoghi partner, appunto, il Teatro Foce che ha ospitato l’evento. Claudio Chiapparino, a riguardo, parla dell’importanza di Ag Cultura, che «offre visibilità connettendo luoghi del territorio, permettendo di approfittare dei vantaggi finanziari perché così i giovani possono partecipare maggiormente innescando una catena virtuosa che può aumentare le presenze».
E poi i giovani. E ci mancherebbe altro.
La presidentessa del Consiglio cantonale dei giovani Isabella Ron è schietta: «I soldi sono uno dei problemi maggiori dei giovani, che non lavorano o se sono apprendisti hanno uno stipendio molto limitato: la necessità di offerte culturali per i giovani è evidente, questa è un’ottima offerta a un prezzo ragionevole con il vantaggio che democratizza la cultura e favorisce tutti i giovani indipendentemente dal loro status economico». E non si parla «solo di sconti in Ticino, ma permette di accedere agli eventi di altri cantoni senza spese aggiuntive, scoprendo forme culturali che prima non si conoscevano».
