20 MINUTI, 24.10.2025
Giovani sempre più incollati a ChatGPT, chiedendo spesso domande anche per questioni sentimentali. Lo psichiatra Michele Mattia:«Non si sarà più in grado di prendere una decisione da soli»
Come posso fare la pace con la mia amica del cuore?Come posso vestirmi al primo appuntamento con la ragazza che mi piace? AChatGPT c’è chi chiede di tutto. Anche le cose più banali. Uno studio del MIT Media Lab, istituto di ricerca a Cambridge, parla chiaro: l’uso persistente dell’Intelligenza Artificiale sembrerebbe peggiorare memoria e cervello. «Figuriamoci quando si arriva a porre al chatbot domande che riguardano soprattutto le emozioni»,sottolinea lo psichiatra Michele Mattia.
ChatGPT spopola sempre di più tra i giovani svizzeri. Lo indica anche lo studio Digimonitor fatto a livello nazionale.Questo trend la preoccupa?
«Cisi fida ciecamente di cosa rispondeChatGPT. Sista creando una società acritica, passiva, incapace di avere un pensiero.Non ci si rivolge più a ChatGPT solo per domande curiose. Bensì anche per questioni legate alla sfera sentimentale e affettiva».
A lungo andare cosa può portare questo atteggiamento?
«Pensiamoci.Anchenellavita reale più ci affidiamo a qualcun altro, più noi riduciamo le nostre capacità di autonomia, di auto efficacia. Non siamo più in grado di prendere una decisione da soli. In una società sempre più fragile diventa dunque pericoloso affidarsi in tutto e per tutto a un algoritmo».
È il sintomo di unmondo sempre più superficiale?
«Forse. Una volta si estremizzava la religione. Si chiedeva aDio come fare per ogni cosa. Ora il nuovo Dio è ChatGPT. Se ne fa un sovrautilizzo sbagliato. A un certo punto ci eravamo evoluti. Eravamo arrivati ad affermare “Io penso, dunque esisto”. Adesso stiamo facendo di nuovo retromarcia».
Potesse lanciare un messaggio ai giovani su questo tema, cosa direbbe?
«Che ChatGPT può essere al massimo unsupporto.Uno spunto.Ma allafine a comandare deve sempre essere il nostro cervello»
