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Azione Settimanale della Cooperativa Migros Ticino • 15 luglio 2013 • N. 29

Famiglia La relazione fra il bambino e la famiglia al centro dell’attenzione di Dieter Schürch, presidente dell’associazione Formazione dei genitori CH

article3 1 largeUn presidente nazionale che conosca le diverse realtà culturali del Paese e che metta a disposizione non solo il proprio sapere di esperto del settore della prima infanzia ma anche la sensibilità necessaria per affrontare insieme le nuove sfide che attendono l’associazione Formazione dei genitori CH. A questo ruolo è stato chiamato il prof. Dieter Schürch di Lugano, membro della Commissione svizzera per l’UNESCO, autore di numerose pubblicazioni sui temi legati allo sviluppo e alla formazione. La nomina è avvenuta lo scorso mese di maggio durante l’assemblea generale dell’associazione mantello che raggruppa venti enti attivi a livello cantonale. Per il Ticino il punto di riferimento è la Conferenza cantonale dei Genitori, la cui rappresentante Alessandra Ricucci è stata nominata nel comitato centrale.

 

L’attenzione rivolta ai primi anni di vita e all’importanza che rivestono per una crescita sana, preludio di una vita appagante, è in crescita. In un contesto sociale che ha subito negli ultimi anni grandi cambiamenti, questa attenzione implica il coinvolgimento di tutta la famiglia. Il ruolo dei genitori rimane essenziale e necessita un supporto garantito anche da associazioni come Formazione dei genitori CH. Attraverso campagne di sensibilizzazione, corsi, occasioni d’incontro e materiale informativo, l’associazione offre ai genitori la possibilità di documentarsi e confrontarsi con altre esperienze per scoprire difficoltà comuni e possibili soluzioni.

Dieter Schürch ha accettato la presidenza dell’associazione nazionale con il preciso intento di sviluppare il tema della relazione fra il bambino e la famiglia, tema rimasto finora un po’ implicito. «La Commissione svizzera per l’UNESCO di cui sono membro – spiega il prof. Schürch – ha quale priorità d’intervento, sulla base delle ricerche scientifiche e dei progetti realizzati negli altri Paesi europei, il settore della prima infanzia. Nel 2012 è stato pubblicato un quadro d’orientamento per promuoverne la qualità educativa di questa fascia d’età. Personalmente, ho concentrato l’attenzione, attraverso ricerche e pubblicazioni, sul punto di vista del bambino, sulla sua percezione dell’ambiente di vita». Nel volume Psicodidattica della fotografia nel bambino dai 3 ai 7 anni , Dieter Schürch analizza la specificità dello sguardo dei bambini attraverso 5000 immagini scattate dai piccoli partecipanti al progetto in quattro vallate dell’Arco Alpino. «Questo approccio, finora in gran parte trascurato, è oggi esplorato attraverso diversi filoni legati all’ambiente fisico, agli spazi abitativi, alla vita della famiglia e ai ruoli dei suoi componenti».

Per l’esperto, che sottolinea pure il vissuto personale quale padre di quattro figli, lavorare su questa relazione significa in primo luogo sfatare alcuni miti, come l’immagine idealizzata di un’intesa spontanea fra genitore e neonato/a. «Il bambino ha una propria identità, per cui la relazione con il genitore concerne due individui che devono conoscersi e costruire un rapporto partendo da zero. Questa capacità di relazionarsi, all’inizio legata soprattutto alle emozioni, può essere messa a dura prova. Un altro tabù è quello del “genitore che non sa”. Interrogativi, dubbi e insicurezze vanno accettati. Educando il figlio, il genitore compie a sua volta un percorso di crescita. Di qui, la necessità di offrire ai genitori la possibilità di informarsi e formarsi». Come dimostrano i dati raccolti ogni due anni da Formazione dei genitori CH, l’interesse è crescente. Nel 2011 oltre 60mila genitori hanno partecipato a quasi 4500 eventi.

Rispetto ai Paesi confinanti siamo però ancora ai piedi della scala. «Effettivamente – prosegue il prof. Schürch – i Paesi del Nord, come pure l’Italia, sono molto più avanti. All’assemblea sono state ascoltate le testimonianze di rappresentanti di gruppi tedeschi e austriaci. In Svizzera la consapevolezza dell’importanza di investire in questo settore è recente. Vi è inoltre la necessità di superare il retaggio culturale secondo cui nei primi anni di vita ci si concentra sulla salute fisica del bambino, mentre l’educazione e la formazione sono aspetti da considerare in un secondo tempo».

In Ticino, secondo il prof. Schürch, si stanno compiendo sforzi nella giusta direzione, in particolare da parte del Dipartimento della sanità e della socialità. L’obiettivo è di essere uniti, perché una realtà frammentata impedisce a progetti anche all’avanguardia di farsi conoscere oltre i confini cantonali. Le differenze culturali comportano comunque un adattamento delle proposte di formazione, come dimostra un’iniziativa olandese citata dall’esperto. Formazione dei genitori CH si rivolge in primo luogo alle famiglie di modesta estrazione sociale, confrontate con maggiori difficoltà nel trovare il tempo da dedicare ai bambini piccoli. Il programma olandese – già sperimentato con successo nel canton Berna – forma donne della medesima classe sociale per proporre direttamente nelle famiglie materiale per stimolare i bambini (storie, giochi, canzoni). «Stiamo valutando se è possibile avviare il programma in Ticino adattandolo non solo dal punto di vista linguistico ma anche da quello culturale. Simili iniziative devono inoltre tener conto del vissuto e dei valori dei destinatari per evitare il rischio di essere troppo invadenti».

Il profilo del presidente nazionale, profondo conoscitore per origini, formazione e scelta di vita delle tre principali culture svizzere, permette di tenere in considerazione le peculiarità di ogni comunità. Oltre al fenomeno della multiculturalità, la società attuale deve confrontarsi con il potere dei nuovi media, in particolare delle immagini. «Non si può delegare l’apprendimento del reale all’intermediazione dei nuovi media. Questi offrono opportunità straordinarie ma l’immagine lascia nel bambino una tale traccia emotiva da rendere indispensabile la mediazione da parte dell’adulto. Il genitore deve condividere i sentimenti del bambino e commentare le immagini come quando si leggono le storie. Il bambino ha inoltre bisogno del rapporto fisico con i diversi aspetti della realtà. È grave pensare che la visione di un’immagine possa sostituire la conoscenza della materia».

Affermazioni che ribadiscono l’importanza del tempo dedicato ai bambini piccoli e alla relazione fra genitori e figli. L’associazione Formazione dei genitori CH e il nuovo presidente s’impegnano per richiamare l’attenzione su questi temi e per aiutare i genitori a soddisfare bisogni fondamentali dei bambini riconosciuti a livello internazionale, come il vivere in un ambiente stimolante, svolgere attività favorevoli allo sviluppo e beneficiare dell’aiuto necessario per comprendere il mondo.

L’associazione offre ai genitori la possibilità di documentarsi e confrontarsi con altre esperienze

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