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pdfda La Regione del 29.11.2013 - p14 - di Katiuscia Cidali

Giubiasco si prepara all’aggregazione anche progettando una politica famigliare più efficiente


S’intende coordinare meglio le strutture presenti nei 17 comuni del comprensorioSi chiama 'Primokiz' il progetto avviato dal settore sociale del Municipio di Giubiasco, rivolto alle famiglie con bambini dagli 0 ai 4 anni. È un'iniziativa incentrata sull'armonizzazione della politica famigliare, nell'ottica del futuro agglomerato del Bellinzonese e in particolare sul coordinamento dei servizi rivolti ai bambini in età prescolastica e alle loro famiglie. Spesso i cittadini non sanno come orientarsi tra i servizi e le strutture presenti, e questo capita già in piccoli comuni. In una realtà molto più grande, come quella che si prefigge con l'aggregazione, coordinare le proposte in maniera efficace è ancora più importante. «Ci stiamo occupando di strutture d'accoglienza, di sostegno ai genitori, di asili nido e famiglie diurne, perché in questi ambiti non c'è ancora abbastanza chiarezza dal punto di vista legislativo. Manca la coordinazione tra le offerte di sostegno ai genitori con figli nella fascia della prima infanzia», ci spiega Mario Melera , operatore sociale di Giubiasco. L'obiettivo finale di 'Primokiz' è di realizzare una politica famigliare armonica su tutto il comprensorio aggregativo, assicurare una presa a carico ottimale di ogni bambino – garantendo un adeguato sviluppo cognitivo, affettivo e sociale – e offrire una preparazione adatta all'inserimento scolastico. L'analisi, svolta da Neva Garrani , studentessa in psicologia all'Università di Losanna, è iniziata in settembre col censimento delle offerte e dei servizi erogati dalle istituzioni e dagli enti locali dei 17 comuni coinvolti nel processo fusionale. Dopo questa prima presa di contatto è stata eseguita un'indagine tra le famiglie – circa 1'800 quelle che hanno ricevuto il questionario – per comprenderne condizioni e necessità. Il risultato finale sarà un rapporto che metterà in luce quanto emerso dai questionari. Una volta che il rapporto verrà redatto, per i Comuni scatterà la valutazione della congruenza tra l'offerta e la domanda, af?nché si possano colmare eventuali
lacune e valorizzare i punti di forza dei servizi, o capire come creare una rete più connessa e più organizzata rispetto a quella attuale, senza però creare doppioni.

Le esigenze delle famiglie Da noi contattata, Neva Garrani ci anticipa alcune tendenze ed elementi ricorrenti emersi dai questionari compilati dalle famiglie del Bellinzonese. È stato evidenziato soprattutto il problema dei costi elevati delle rette degli asili nido e degli orari che, a detta di alcune famiglie, sarebbero poco ?essibili. In molti si sono lamentati anche riguardo al problema della 'frequenza minima' negli asili nido, poiché quasi tutti per poter prendere a carico i bambini impongono tre giorni di presenza obbligatoria. Un problema per i genitori che desiderano lasciare all'asilo il proprio figlio solo uno o due giorni. Alcuni genitori vorrebbero avere un accesso più facilitato all'informazione, non sanno a chi rivolgersi per sapere quali strutture ci sono nel comprensorio, dove si trovano, dove poter trovare gruppi d'incontro con cui discutere, ad esempio tra le neomamme. «Sono servizi che ci sono, ma troppo spesso non sono coordinati e non si sa dove cercarli», osserva Neva Garrani. Inoltre ad alcune famiglie non piace dover far capo ad asili nido privati, preferirebbero usufruire di strutture comunali o cantonali anche per quanto riguarda la prima infanzia. È emersa in?ne anche un'esigenza curiosa: diversi genitori hanno avanzato la proposta di un parco giochi al coperto per l'inverno o per il brutto tempo.

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