Pornografia e minori: regolare il web è possibile

LE TEMPS, 06.06.2025, Seydtaghia

Anouch Seydtaghia: «Lo Stato può e deve quindi agire, anche in Svizzera, dove il Consiglio federale ha già enormi difficoltà a presentare un semplice progetto di regolamentazione dei social network. Regolare il web è possibile e auspicabile. Alle autorità il compito di agire, con intelligenza».

Sottigliezze, sfumature e attenzione a ogni dettaglio. Questo elenco di ingredienti non fa forse sognare, in un mondo dove sono le opinioni nette e radicali ad avere maggiori possibilità di essere ascoltate. Eppure è con estrema cautela che bisogna affrontare il dibattito sul controllo dell’età sul web quando si tratta di bambini.

Quello che sta succedendo in Francia da mercoledì è, da questo punto di vista, molto interessante. In sintesi, una legge obbliga le piattaforme di siti pornografici a verificare l’età dei loro utenti, per evitare che i più giovani vi abbiano accesso. «Escludiamo di fare questo lavoro», dichiarano in sostanza tali piattaforme, preferendo da mercoledì disattivare i propri siti piuttosto che conformarsi alla legge.

Nessuno – dai siti pornografici ai giganti come Apple o Google – vuole assumersi questo compito, temendo una responsabilità che considerano troppo grande per loro. È comprensibile il loro punto di vista: nessuna soluzione privata appare oggi completamente affidabile. Dunque, dovrebbe essere lo Stato a occuparsene? L’idea sembra, a prima vista, di buon senso. Ma non a qualsiasi prezzo. È inaccettabile che i poteri pubblici raccolgano ulteriori dati sui cittadini – lo spettro di una società della sorveglianza non è mai troppo lontano. Né è accettabile che impongano comportamenti agli adulti.

Anche in Svizzera si discute della protezione dei minori. E la proposta di utilizzare la futura e-ID – la cui sorte dipende dal voto del prossimo 28 settembre – è interessante. Se essa garantirà davvero una verifica dell’età in modo anonimo e totalmente sicuro, questa identità elettronica potrebbe rappresentare una soluzione molto valida per riservare determinati siti e servizi ai maggiori di 16 o 18 anni.

Ovviamente, sarà sempre possibile aggirare le misure tecniche. Lo si vede già in Francia, dove alcuni utenti utilizzano servizi VPN per accedere comunque ai siti pornografici a loro vietati. È ovvio anche che i genitori hanno una responsabilità nel controllare ciò che fanno i loro figli online – ma è irragionevole lasciare loro tutto il peso di questo compito enorme.

Lo Stato può e deve quindi agire, anche in Svizzera, dove il Consiglio federale ha già grandi difficoltà a presentare un semplice progetto di regolamentazione dei social network. Regolare il web è possibile e auspicabile. Alle autorità il compito di agire, con intelligenza.

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