SVIZZERA, Tages-Anzeiger, 12.05.2026, Frauchiger
Rapporto dell’UNICEF – In Svizzera il contesto familiare continua a incidere fortemente sulle opportunità dei bambini.
Secondo un noto detto, il miglior indicatore del successo scolastico di un bambino sarebbe la larghezza della libreria dei suoi genitori. I genitori con una formazione accademica aiutano i figli con i problemi di matematica, leggono loro i classici, li mandano a lezione di pianoforte e pagano corsi di preparazione per l’accesso al liceo. Non è quindi una novità che, in Svizzera, il rendimento scolastico dei bambini dipenda in larga misura dall’ambiente familiare di provenienza. Tuttavia, come mostra un nuovo rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), la situazione non è migliorata.
L’UNICEF ha confrontato il benessere dei bambini nei Paesi ad alto reddito: complessivamente, la Svizzera occupa il 5° posto su 41 nazioni esaminate. Solo nei Paesi Bassi, in Danimarca, in Francia e in Portogallo i bambini godono mediamente di condizioni migliori. Per quanto riguarda le competenze scolastiche – uno dei sei fattori analizzati dall’UNICEF – la Svizzera si colloca al 10° posto. I risultati migliori in ambito scolastico si registrano in Corea del Sud, Irlanda e Giappone.
Tuttavia, non tutti i bambini beneficiano allo stesso modo dell’elevato livello del sistema educativo svizzero. «La Svizzera offre un’istruzione di ottima qualità, ma non per tutti», afferma Désirée Zaugg, esperta di diritti dell’infanzia presso UNICEF Svizzera e Liechtenstein.
Secondo i dati dell’ultima indagine PISA, il 91% dei quindicenni provenienti da famiglie privilegiate possiede buone competenze in matematica e lettura, mentre tra i coetanei provenienti da contesti svantaggiati la percentuale scende al 46%. Questo divario di competenze, pari al 45%, è enorme, sottolinea Zaugg: «Anche nel confronto internazionale, la Svizzera presenta risultati negativi». Il Paese rientra infatti tra quelli dell’OCSE con le maggiori differenze di rendimento tra gli studenti. Nel nuovo rapporto UNICEF, la Svizzera occupa il 31° posto su 41 per quanto riguarda l’uguaglianza delle opportunità scolastiche.
Più povertà infantile in Svizzera
Da anni esperti ed esperte propongono riforme del sistema scolastico per promuovere una maggiore equità nelle opportunità educative: il sistema sarebbe troppo poco permeabile e la selezione degli alunni avverrebbe troppo presto. «I genitori con un livello di istruzione più elevato, maggiori risorse economiche e una migliore conoscenza del sistema scolastico riescono spesso a sostenere i propri figli in modo più efficace e a rappresentarne meglio gli interessi nei confronti della scuola», afferma il ricercatore in ambito educativo Daniel Hofstetter.
L’UNICEF, invece, ritiene che occorra intervenire ancora prima: «Le basi vengono poste già in età prescolare», sostiene Zaugg. Prima dell’ingresso alla scuola dell’infanzia, sono soprattutto i bambini provenienti da famiglie privilegiate a beneficiare di servizi educativi e di cura professionali esterni alla famiglia.
Secondo UNICEF Svizzera e Liechtenstein, lo Stato dovrebbe investire maggiormente nell’educazione e nella cura della prima infanzia, oltre a contrastare in modo più efficace la povertà familiare e infantile. «Lo Stato sociale svizzero compensa solo in misura insufficiente le disuguaglianze nelle condizioni di partenza», si legge in una dichiarazione ufficiale.
Secondo l’UNICEF, si osserva addirittura un’evoluzione negativa: tra il 2002 e il 2022, la povertà infantile in Svizzera è aumentata di quasi il 14%, come emerge da un ulteriore rapporto dell’organizzazione. Un andamento simile riguarderebbe anche la disuguaglianza dei redditi, cresciuta di quasi il 17% nello stesso periodo.
Se l’aumento della povertà infantile appare plausibile, quello relativo alla disuguaglianza dei redditi è invece controverso. Altri ricercatori hanno concluso, lo scorso anno, che il divario tra i redditi tenderebbe piuttosto a ridursi.
Le risorse economiche dei genitori influenzano non solo il rendimento scolastico, ma anche altri aspetti della vita dei figli, come l’alimentazione, la salute e le competenze sociali. In Svizzera questi effetti risultano meno marcati rispetto ad altri Paesi; ciononostante, i bambini provenienti da famiglie meno abbienti si dichiarano complessivamente meno soddisfatti della propria vita: secondo il rapporto UNICEF, il 72% dei bambini appartenenti ai ceti sociali più svantaggiati riferisce un «alto livello di soddisfazione per la vita», contro l’83% dei bambini provenienti da famiglie privilegiate.
