Scuola ticinese, minima spesa e massima resa

LA REGIONE, 29.11.2025

Il Decs pubblica i dati aggiornati: record di maturità liceali e professionali a livello svizzero. Nei confronti intercantonali altri dati solidi e confortanti

Primato a livello nazionale per quanto riguarda le maturità entro i 25 anni (58,5%), altri risultati parecchio confortanti e il tutto con una spesa pubblica dedicata tra le più basse in Svizzera. L’edizione 2025 di ‘Scuola ticinese in cifre’ parla chiaro: a livello di formazione, nel nostro cantone ce la si cava benone e le prospettive parlano di un sentiero ben tracciato.

Il calo demografico fa riflettere

Con ordine. I dati presentati dalla pubblicazione, che a cadenza annuale passa ai raggi X la scuola, portano numerose conferme rispetto alle precedenti rilevazioni. Ma anche qualche novità. Tra queste, si legge nella sintesi diffusa dal Dipartimento educazione, cultura e sport, “vi è il significativo calo demografico che tocca per il momento soprattutto le allieve e gli allievi iscritti alla scuola dell’infanzia, passati dagli 8’192 del 2003/2004 a 7’875 del 2023/2024”. Una tendenza analoga, per quanto per ora considerata meno importante, si rileva “anche nella scuola elementare (passata in 20 anni da 16’087 a 15’563 allievi)”. Questi dati, per il Decs, “sono fondamentali da tenere presenti perché nei prossimi anni avranno importanti ripercussioni su tutto il sistema scolastico”. Un’altra novità che sta emergendo “è la tendenza a un aumento di allieve e allievi nelle scuole private, passati in un ventennio dal 5,7% del 2003/2004 al 7,4% del 2023/2024. Nel 2023/2024, si trattava complessivamente di 4’147 allievi su 55’753 complessivi. L’analisi pubblicata ieri, si diceva, mostra la solidità complessiva del sistema scolastico ticinese, “che continua a produrre ottimi risultati scolastici a fine percorso, sia in termini assoluti che nel confronto intercantonale. Il tasso di maturità liceali in Ticino (33,2%) rimane stabile e si conferma, assieme a quello di Ginevra, il valore più alto a livello nazionale. La quota di maturità professionali, in cui il nostro cantone deteneva già il primato a livello nazionale, si consolida al 23,3%”. È un primato svizzero che riempie di soddisfazione, con a seguire Ginevra (52,7%) e gli altri 24 cantoni, con valori compresi tra il 51,6 e il 28,8%”. Per la direttrice del Decs Marina Carobbio “si tratta di un risultato ragguardevole che merita di essere sottolineato e di cui possiamo essere orgogliose e orgogliosi”. Passando all’educazione di livello terziario, con il 20,8% di diplomi ottenuti dalle studentesse e dagli studenti ticinesi nelle università e nei politecnici svizzeri (come l’anno precedente), il Ticino rimane saldamente al secondo posto nella classifica dei cantoni con il tasso più alto della Svizzera. Un dato significativo, “considerato che gli altri cantoni ottengono tassi compresi tra il 18,6 e il 6,4 per cento”.

‘Unico settore dove si spende meno rispetto alla media’

Tutto ciò è stato raggiunto con, in termini assoluti, una spesa pubblica per l’educazione cresciuta e che ha raggiunto 1,4 miliardi di franchi nel 2022. Ma in termini proporzionali, “la spesa pubblica complessiva per l’educazione del Canton Ticino rimane tuttora stabilmente di gran lunga tra le più contenute in Svizzera, sia rispetto alla spesa pubblica complessiva di Cantone e Comuni (24,5%, 19° posto su 26 cantoni), che rispetto al prodotto interno lordo cantonale (4%, 24° posto su 26 cantoni). Questo risultato è stato confermato anche dall’analisi comparativa indipendente della struttura delle spese del Canton Ticino realizzata da Idheap nel giugno 2023, che ha concluso che tra tutti i settori di spesa analizzati, l’ambito della formazione è l’unico in cui la spesa per abitante è inferiore all’importo medio speso dagli altri Cantoni svizzeri (-9 per cento)”.

Bene l’orientamento

A destare molta attenzione è la transizione dalla scuola obbligatoria al grado secondario II. In questo ambito, afferma Carobbio, “si sta lavorando al rafforzamento dell’orientamento scolastico e professionale, al fine di favorire scelte iniziali più consapevoli e adeguate alle caratteristiche e agli interessi di ogni persona. Ciò avviene sia ampliando l’offerta formativa nell’ambito della formazione professionale, sia accompagnando in modo mirato chi, per i motivi più disparati, incontra momenti di difficoltà. Si tratta di un investimento a beneficio del benessere psicologico e familiare di allieve, allievi, apprendiste e apprendisti, oltre che dell’efficacia dell’insegnamento e della qualità dell’apprendimento in generale”. E in questo senso sono “incoraggianti” i dati riguardanti il numero di consulenze orientative effettuate tramite l’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale del Decs in terza e quarta media: “Negli ultimi anni queste consulenze sono cresciute in modo rilevante, passando dalle circa 6’097 dell’anno scolastico 2021/2022 a oltre 6’600 nel 2023/2024”. Secondo la direttrice del Decs “per raggiungere però la totalità delle allieve e degli allievi di quarta media e una quota più ampia di allievi di terza media, obiettivo auspicabile, occorrono maggiori risorse, non semplici da reperire in un contesto di tagli alla spesa pubblica e al personale dello Stato che lavora al servizio della popolazione”. Un segnale incoraggiante, nel frattempo, riguarda la percentuale di allievi promossi delle scuole medie superiori, lievemente cresciuta: “Per gli allievi di prima è passata dal 69,6 al 71,3% nei licei e dal 56,6 al 65,9% presso la Scuola cantonale di commercio, dove si è verificato anche un importante aumento delle promozioni al termine del secondo anno (dal 73,5 all’84 per cento)”. Insomma, per Carobbio la sintesi è chiara: “Il sistema educativo ticinese, grazie alla sua impostazione e alla professionalità di chi vi lavora e che colgo qui l’occasione per ringraziare, continua a ottenere risultati complessivamente superiori alla media nazionale con una spesa inferiore alla media. Un buon motivo per dare fiducia a chi sta facendo bene il proprio lavoro e per investire maggiormente in un sistema che anno dopo anno continua a dimostrare la sua efficacia”.

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
Ultimi articoli

È opportuna un’uniforme scolastica?

L’OPINIONE, LA REGIONE, 13.10.2026, Ostinelli Marcello Ostinelli: «Invece che di “divisa scolastica” comune, è opportuno che il legislatore si occupi di quello che conta. Per esempio,

Ferirsi, una sfida pericolosa

CORRIERE DEL TICINO, 03.10.2026, Darni Mattia Due fenomeni che interessano il Web suscitano preoccupazione: da una parte, i gruppi al cui interno ragazzi incitano coetanee a

Torna in alto

Panoramica privacy

Questo sito utilizza dei cookies per fornirti la migliore esperienza di navigazione. Per saperne di più, visita le nostre pagine Privacy Policy e Cookie Policy.