LE TEMPS, 15.09.2025
Anouch Seydtaghia: «Vale la pena soffermarsi qualche istante su un rapporto pubblicato giovedì in Francia. Dopo diversi mesi di lavoro, decine di interviste e audizioni, la commissione d’inchiesta parlamentare su TikTok ha presentato i suoi risultati. Il suo verdetto è inequivocabile. Il social network è accusato di essere il peggio del peggio».
TikTok è infatti il serbatoio di un «oceano di contenuti nocivi», che mescola video di «promozione del suicidio e dell’autolesionismo» e «un’esposizione alla violenza in tutte le sue forme». Si tratterebbe di un «social network fuori controllo all’assalto dei giovani», secondo i relatori. Gli algoritmi della piattaforma raccomandano ai ragazzi «contenuti pericolosi, tossici e che creano dipendenza». E, senza sorpresa, «il modello economico è costruito per catturare l’attenzione a ogni costo, in particolare quella del pubblico giovane». «TikTok ha deliberatamente messo in pericolo la salute e la vita dei suoi utenti», aggiungono gli esperti.
In realtà, non c’è nulla di veramente nuovo in queste constatazioni. Si sospettava già della tossicità di questa rete – messa in luce dopo diversi casi drammatici – nei confronti dei più giovani in Francia. Dal canto suo, TikTok ha respinto queste conclusioni, stimando che la commissione cerchi di fare del social «un capro espiatorio di questioni che riguardano l’intero settore e la società». Su questo punto, TikTok non ha forse tutti i torti, visto che la maggior parte dei social network propone contenuti altamente problematici per catturare l’attenzione dei più giovani.
E ora, che fare? È qui che tutto si complica. La commissione suggerisce di creare un «coprifuoco digitale» per i ragazzi tra i 15 e i 18 anni, rendendo i social network inaccessibili dalle 22 alle 8 del mattino. Una misura che ricorda da vicino quella decisa recentemente dalla Cina. È davvero realizzabile qui? Si può dubitarne fortemente.
La commissione propone anche di introdurre un «reato di negligenza digitale» per «i genitori irresponsabili». Ma anche questo appare irrealizzabile: come provare che dei genitori abbiano mancato ai loro doveri (che bisognerebbe peraltro definire con precisione)? E non parliamo nemmeno del divieto dei social network ai minori di 15 anni, voluto da Emmanuel Macron, ma che non è ancora entrato in vigore.
