Vietare i social ai più giovani, la Svizzera come l’Australia?

CORRIERE DEL TICINO, 28.02.2025

Il Consiglio federale è pronto a valutare la possibilità di una stretta per bambini e adolescenti sull’uso di piattaforme come Instagram e TikTok – Il Consiglio degli Stati discuterà due postulati martedì prossimo.

L’anno scorso l’Australia ha deciso, in prima mondiale, di vietare i social agli adolescenti di meno di 16 anni. Il provvedimento riguarda i siti più popolari come Facebook, Instagram e TikTok. Spetta alle piattaforme digitali stesse e non ai genitori adottare «misure ragionevoli » per evitare l’apertura di profili da parte dei minori, con l’obiettivo di proteggerli da potenziali danni. Alcuni ricercatori hanno avvertito che le restrizioni potrebbero essere facilmente aggirate tramite strumenti, come una VPN, che mascherano la posizione di un utente. Sono previste sanzioni (non ancora entrate in vigore) fino a 50 milioni di dollari locali (circa 30 milioni di franchi).

Il tema dell’esposizione dei più giovani ai social media è stato rilanciato in Svizzera dalle «senatrici» verdi Céline Vara (NE) e Maya Graf (BL), in due distinti postulati che saranno esaminati martedì prossimo dal Consiglio degli Stati. Il Governo non chiude la porta e anzi si dice disposto ad analizzare più a fondo la situazione in un rapporto, considerato che l’impatto dell’uso dei social media sulla salute dei giovani è controverso. Questo passo, ben inteso, sarà fatto solo se la Camera alta accoglierà le due proposte sul tappeto.

Le richieste non sono isolate. La presidente della Conferenza dei direttori cantonaloi della pubblica educazione, Silvia Steiner, si è espressa a favore di un divieto generalizzato dei cellulari nelle scuole. In Ticino, l’uso dei telefonini nelle scuole medie è regolato da una direttiva del DECS, che impone di tenerli «non visibili e in modalità aereo» nel perimetro scolastico. I singoli istituti o addirittura i singoli docenti possono adottare misure più severe. In diversi Paesi (Francia, Italia) vigono divieti e restrizioni sull’utilizzo dei telefonini a scuola. Stando a un sondaggio pubblicato in dicembre da Sotomo, l’82% degli svizzeri si è detta a favore di un divieto dei cellulari a scuola. Le donne sono ancora più convinte: l’87% delle interpellate ha detto di volere un divieto, contro il 78% degli uomini. Vara chiede al Governo di esaminare la possibilità di imporre limiti ai distributori di contenuti oppure di vietare in misura parziale o totale l’accesso a piattaforme social. Diversi studi mostrano una correlazione tra il tempo trascorso sui social media e un deterioramento della salute mentale, in particolare a causa di uno stato d’ansia e di apprensione. Un rapporto pubblicato nel settembre scorso dall’OMS sostiene che l’11% degli adolescenti mostra segni di comportamento problematico e subisce conseguenze negative per l’uso dei social, mentre il 12% presenta un rischio di comportamento problematico nei confronti del gioco. Il consumo eccessivo di social media, dice dal canto suo Maya Graf, riduce considerevolmente la capacità di concentrazione e di apprendimento. Dalla comparsa degli smartphone, i tassi di depressione, ansia e pensieri suicidi tra i giovani «sono nettamente aumentati». Nel libro «Demenza digitale» del neurologo Manfred Spitzer, citato dalla «senatrice» basilese, la disponibilità di smartphone in classe riduce il rendimento scolastico poiché attacca la capacità di apprendimento e di concentrazione a lungo termine. L’uso dei social media e dei videogiochi porta al rilascio di dopamina nel cervello e incoraggia comportamenti a rischio di dipendenza, oltre a favorire deficit di attenzione attraverso il costante impulso al multitasking (essere impegnati in più attività).

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